Archivio degli autori Silvia

DiSilvia

Rimedi naturali per migliorare la concentrazione

Mantenere alto il livello di concentrazione per quasi tutto l’arco della giornata non è semplice, anzi. A volte sembra addirittura impossibile! La stanchezza è un fattore che incide molto sull’essere concentrati. Più si è stanchi, più si perderà il livello di concentrazione quando ad esempio dobbiamo seguire un corso on line o stiamo lavorando in smart working. Proprio i dispositivi elettronici sono elementi che stancano il cervello e gli occhi a causa della luminosità dei loro schermi. A incidere sulla nostra concentrazione c’è poi lo stress, la paura di non riuscire a rispettare le scadenze scolastiche o lavorative. Ansia e depressione giocano poi un ruolo fondamentale nell’influire sulla concentrazione. A volte invece non essere concentrati e avere scarsa memoria può essere un problema dovuto a un’alimentazione malsana. In questo articolo scopriremo insieme alcuni efficaci rimedi naturali per migliorare la concentrazione e ritrovare l’elasticità mentale perduta.

L’alimentazione

L’alimentazione giusta può aiutarci davvero tanto a migliorare la concentrazione. Esistono cibi che più che altri favoriscono le migliori prestazioni della nostra mente. Tra questi c’è ad esempio l’avocado, frutto ricco di grassi monoinsaturi che favoriscono l’efficienza cognitiva. Ottime allo scopo anche le verdure a foglia verde come i broccoli, che aiutano a prevenire malattie degenerative del cervello come il Morbo di Alzheimer. I cereali integrali sono una fonte primaria di energia, aiutano il lento rilascio del glucosio nel sangue favorendo le funzioni cognitive. Ottimo anche il cioccolato fondente, ricco di flavonoidi e con una elevata concentrazione di cacao che preserva la memoria e rallenta l’invecchiamento. I mirtilli, le noci e i pomodori migliorano la concentrazione e la memoria a breve termine, l’olio extravergine di oliva migliora l’apprendimento. Particolarmente utili sono poi gli alimenti ricchi di acidi grassi omega3 come il salmone. Il sedano migliora la memoria come i semi di zucca, ricchi di zinco, minerale cibo per le funzioni cognitive.

Il buon riposo

Un rimedio naturale per migliorare la concentrazione è quello di essere riposati. Come abbiamo detto nell’introduzione di questo articolo, la stanchezza gioca un ruolo fondamentale nel farci pendere colpi a livello di memoria. Per cui dobbiamo provvedere adottando determinati comportamenti per il bene della nostra mente e del nostro fisico. Innanzitutto non dobbiamo forzarci a lavorare o studiare fino a tardi. Andare a letto a un’ora consona e che tutte le sere sia sempre la stessa, ci aiuterà a svegliarci presto e ben riposati poiché avremo dormito quelle 8 ore giuste per stare bene il giorno dopo. Un buon sonno senza interruzioni e regolare è l’ideale per ritrovare la concentrazione e l’energia perduta, sia della mente che del corpo. Possiamo aiutare il nostro riposo serale sorseggiando prima di andare a dormire una efficace camomilla rilassante preparata a regola d’arte e bevuta almeno mezz’ora prima di coricarsi. Basterà far bollire un pentolino d’acqua e mettervi in infusione per 4 minuti una bustina di camomilla. Si dovrà quindi togliere la bustina, versare in tazza e bere.

L’aiuto delle piante

Alcune piante possono aiutarci a ritrovare la concentrazione perduta, soprattutto i loro principi trattati e ottenuti attraverso oli essenziali e integratori. Tra i rimedi naturali di questo tipo utili al nostro scopo troviamo in particolare gli oli essenziali di rosmarino, basilico e  menta, che aiutano l’elasticità mentale. C’è poi il Ginkgo biloba, che aiuta a ritrovare concentrazione e lucidità. Tutte le cosiddette piante adattogene possono aiutare il cervello a lavorare al meglio e contrastando lo stress. Tra le migliori troviamo il Ginseng, l’Eleuterococco e la Rodiola.

DiSilvia

Come identificare il proprio target clients per far crescere la propria attività

Affinché un’azienda possa aumentare la propria redditività, o far crescere la propria brand reputation, una delle strategie da mettere in atto è individuare il corretto target di clienti: avere un riferimento chiaro, infatti, può permettere di migliorare la propria efficacia e la qualità dei clienti più importanti per il proprio settore.

Uno degli errori più comuni che vengono commessi da un’azienda, è quello di concentrarsi sui clienti giusti per il proprio business e tralasciare quelli che non rientrano nel proprio target.

Questa, potrebbe essere una buona strategia per mantenere il giusto focus e indirizzare i propri sforzi di vendita sul target predefinito.

In questo modo, inoltre, si potrebbe ottenere una riduzione di reclami, e altre inefficienze, nei processi di vendita e supporto da parte dei clienti “non in target”.

Questi ultimi, difatti, possono minacciare la propria azienda per i seguenti motivi:

  • è disposto a riconoscere un valore monetario minore, o di bassa qualità, dai prodotti/servizi venduti;
  • genera più lamentele rispetto ai “clienti target”, che si traducono in maggiori costi.

Tra l’altro, il cliente scontento potrebbe fare un passaparola negativo dei prodotti che ha acquistato, intaccando la reputazione aziendale.

Cliente in Target: come individuarlo

Individuare il cliente in target, è una manovra che consiste nell’analizzare le azioni che compie dopo l’acquisto del prodotto finale.

Attraverso un intervento di coaching aziendale sarà possibile individuare la propria nicchia di mercato e, dunque, il corretto target di clientela per far decollare così il proprio fatturato.

In generale, si dovranno seguire alcuni step quali:

  • identificare il cliente primario – non tutti i clienti parlano bene della propria azienda. Il cliente che parla bene in base a quello che si sta proponendo, ed è sempre fedele all’azienda, è il cliente target di riferimento che andrà inserito lista dei clienti di fiducia;
  • imparare a conoscere il target clients – una volta che si è riusciti ad indentificare il potenziale cliente, bisognerà iniziare a studiare i suoi movimenti e a quali prodotti è interessato ad acquistare regolarmente;
  • iniziare a studiare la concorrenza – bisogna essere consapevoli di non essere gli unici sul mercato ad offrire lo stesso prodotto. Studiare la concorrenza, potrebbe aiutare ad utilizzare strategie diverse per potersi differenziare da questi ultimi, e individuare quel buco che ancora non esiste all’interno della nicchia. Cercare di capire come comunicano i propri concorrenti, su cosa stanno puntando e quali strategie stanno utilizzando per aumentare la loro redditività.

Oltre ai suggerimenti citati sopra, bisogna imparare soprattutto a identificare i veri decisori interessati al proprio prodotto (o servizio), grazie alla strategia basata sulla vendita.

Le fasi principali della strategia di vendita

Saper pianificare anticipatamente una strategia di vendita, significa saper riconoscere i prodotti che il cliente è disposto ad acquistare e, quindi, ottenere più guadagni e clienti in target per il proprio settore.

Tra i principali punti per pianificare una strategia di vendita vi sono:

  • non disperdere le energie su troppi clienti, ma agire selettivamente;
  • operare sui segmenti di mercato, in modo da poter identificare meglio i target a cui rivolgersi. Si tratta nell’identificare i bisogni di acquisto del cliente;
  • concentrarsi sulla clientela dotata di potere d’acquisto. Questo punto è fondamentale, e vi aiuterà a identificare il cliente potenziale disposto a fare acquisti dei propri prodotti e a seguire l’azienda;
  • evitare di perdere tempo con soggetti poco attinenti a ciò che si sta proponendo onde evitare di perdere tempo prezioso;
  • agire singolarmente nella valorizzazione del cliente, in modo da aumentare la fiducia tra sé stessi e il cliente, nonché scoprire ciò che desidera veramente. Eseguendo un approccio amichevole con un singolo cliente, vi aiuterà a determinare meglio quale prodotto potrebbe acquistare in futuro, in modo che si possa agire di conseguenza.
DiSilvia

Come creare un e-commerce partendo da zero

Vendere online tramite e-commerce, a causa della pandemia di Covid-19, non è più solo un’opzione per molti esercenti, ma spesso è in tutto e per tutto una necessità. Ovverosia un canale alternativo per spingere in alto i ricavi che sono depressi, per quel che riguarda la vendita nel negozio fisico, dalle restrizioni e dai lockdown proprio a causa del coronavirus.

Per un commerciante la migrazione dalla vendita fisica a quella online, inoltre, non è mai un’operazione semplice. E questo perché sul web ci sono già alcuni colossi dell’e-commerce che dominano il mercato delle vendite online. Con la conseguenza che per creare un e-commerce partendo da zero bisogna valutare tanti aspetti che possono poi rivelarsi decisivi per fare di un negozio online un portale che sia davvero di successo.

I consigli di base per la creazione da zero di un sito per il commercio elettronico

Considerando l’aspra concorrenza online, un e-commerce per emergere al giorno d’oggi deve essere in grado non solo di proporre dei beni e dei servizi ad un prezzo allettante per l’utente, ma anche dei prodotti che siano in grado di distinguersi e, quindi, di attirare i potenziali consumatori. Da questo punto di vista se si riesce a creare un e-commerce partendo da zero e proponendo prodotti di nicchia, e possibilmente introvabili nei negozi, allora le probabilità di mettere in piedi un negozio online di successo non potranno che aumentare.

Avere le idee chiare su cosa vendere online, pur tuttavia, è solo il primo passo nella creazione di un e-commerce di successo dato che occorre fare molta attenzione pure ad alcuni aspetti di base che spaziano dalla scelta del nome a dominio alla piattaforma di e-commerce, e passando per la scelta del modello di vendita con o senza magazzino.

Quanto può costare un e-commerce, dalla piattaforma alla gestione del magazzino

Nel creare un e-commerce da zero, infatti, la variabile costo è quella che fa la differenza. La spesa iniziale da sostenere, a meno che non si abbiano spiccate capacità informatiche e di programmazione, è quella di pagare un esperto per la creazione della piattaforma di vendita online. Dopodiché il costo di un e-commerce potrà variare anche in base al modello di vendita con o senza magazzino, ovverosia in dropshipping. La piattaforma di e-commerce da ideare e da progettare, inoltre, può essere proprietaria oppure da creare facendo leva sui principali CMS open source disponibili come Magento o come PrestaShop.

Nel dettaglio, con l’e-commerce con magazzino il venditore ha la piena autonomia su tutta la filiera della vendita online. E quindi può liberamente fissare e variare i prezzi a proprio piacimento ed in qualsiasi momento, ma deve anche pianificare delle strategie efficienti di gestione e di evasione degli ordini. Altrimenti i potenziali clienti, se non pienamente soddisfatti, compreranno online solo una volta e mai più.

La vendita in dropshipping, invece, risolve ogni problema ed ogni costo di gestione del magazzino, ma nella stragrande maggioranza dei casi i margini di guadagno ottenibili sono decisamente più bassi. Così come in genere i margini di manovra sul prezzo della merce in vendita sono decisamente più ristretti.

Tutti i vantaggi della vendita online con il dropshipping

Proprio per abbattere i costi di avviamento, il modello di vendita online con il dropshipping è sempre da preferire quando con l’e-commerce si parte da zero. In questo modo, infatti, per vendere sul web non ci saranno mai problemi, rischi, inefficienze o perdite legate allo stoccaggio della merce ed alla gestione di resi e di merce invenduta. E lo stesso dicasi per zero preoccupazioni in merito alla conservazione dei prodotti ed alle norme di sicurezza che, invece, vanno rispettate ai sensi di legge quando si vende sul web tramite magazzino fisico.

DiSilvia

Colombe artigianali di alta pasticceria: prezzi medi

Come ogni anno, quando si avvicinano le feste pasquali, comincia la corsa ad accaparrarsi la migliore colomba in circolazione. I più pigri si limitano a recarsi al supermercato, scegliendone una tra le tante sui banchi ghiotti e ripieni dei supermercati, senza soffermarsi troppo sulle indicazioni nutrizionali o sul prezzo. I più attenti, invece, vanno alla ricerca delle migliori colombe artigianali perché hanno ben capito che la differenza di sapore e di gusto è decisamente ineguagliabile. Se stai alzando il sopracciglio e provi scetticismo o ti senti contrariato, sappiamo già il perché. “Eh, chissà quanto mi viene a costare una colomba artigianale di alta pasticceria!”. Ebbene oggi vogliamo spezzare una lancia a favore delle produzioni artigianali perché, contrariamente a quanto si crede, non sono beni di lusso proibitivi ma prodotti di grandissima qualità a prezzi più che abbordabili.

Da cosa dipende il prezzo di una colomba artigianale?

Il punto è che il prezzo di una colomba artigianale comprende la selezione rigorosa di materie prime fresche, la produzione secondo criteri artigianali basati sulla qualità e non sulla quantità e la maestria di un laboratorio che le controlla ad una ad una. A questo si aggiunge l’unicità del pezzo che ti porti a casa che non sarà mai uguale all’altro proprio perché ogni colomba artigianale viene lavorata con l’esperienza e la sicurezza delle mani del pasticcere. Non troverai conservanti, coloranti o aromi artificiali ma soltanto farina, zucchero, uova, granella e frutta. Niente di più! Aggiungici anche una lievitazione naturale e lenta di almeno trentasei ore e l’impiego di lievito madre interno, tutte caratteristiche che la rendono leggera, digeribile ed incredibilmente gustosa!

Non solo materie prime

A dire il vero il prezzo non dipende da un calcolo matematico rispetto al costo delle materie prime ma da una serie di fattori per i quali la colomba artigianale non può essere confrontata con una industriale. Se le hai assaggiate entrambe già intuisci la madornale differenza per cui è inevitabile che una colomba artigianale non possa costare cinque euro come quelle che trovi al supermercato.

Anche per questo limitarci al solo prezzo potrebbe essere un tantino riduttivo, dal momento che le più rinomate produzioni di colombe artigianali pasquale italiane sono apprezzate e richieste in tutto il mondo. Se all’estero hanno ben compreso questa qualità è chiaro che stiamo parlando di un prodotto nettamente superiore. Nonostante le campagne pubblicitarie massicce e aggressive la colomba pasquale artigianale resta un prodotto di grandissimo pregio che testimonia la grandezza Made In Italy sia nel nostro Paese che nel resto del mondo.

Sostieni le economie locali

Al tempo stesso optando per questa scelta sosterrai imprese locali che danno lavoro agli abitanti del posto e che si riforniscono verso altrettante piccole realtà della zona. Sceglierai un prodotto sostenibile, che non produce sprechi e che non inquina oltre a preservare la filiera produttiva corta dalla morsa sempre più stringente del mercato globale intensivo e industrializzato.

Per tutte queste ragioni andando a pagare un prezzo che si aggira dai venti ai quaranta euro al chilogrammo non starai sperperando senza ratio il tuo denaro ma starai compiendo una scelta sana, sicura e sostenibile. Ti porterai a casa un pezzo unico, magari impreziosito con Pistacchio di Bronte o con Cioccolato di Modica e assaggerai la vera colomba pasquale della tradizione ristorando il palato. Per quest’anno soprattutto inizia a compiere scelte più sagge cambiando piccole abitudini di acquisto, consumando meno ma facendolo meglio. La tua salute (e non solo) te ne sarà grata.

DiSilvia

Affrontare l’inverno nel modo giusto. I nostri consigli

Affrontare l’inverno nel modo più corretto è utile sia al nostro fisico che alla nostra mente. Infatti, la stagione invernale porta con sé malattie stagionali e germi infettivi, ma anche buio e gelo, che possono comportare un acuirsi dei sintomi depressivi.
Il freddo è il grande protagonista dei nostri inverni e, anche quest’anno, non accenna ad attenuarsi. Molte persone hanno già contratto l’influenza e, mai come quest’anno, si teme di ammalarsi. Per far fronte a queste basse temperature e alle caratteristiche dell’inverno, occorre attrezzarsi e prepararsi. In questo articolo vedremo alcune dritte per evitare il più possibile di ammalarci. Inoltre scopriremo alcuni consigli in grado di allietare le nostre giornate anche se non luminose come quelle estive. Iniziamo!

Come affrontare l’inverno e restare in salute

Con l’avvicinarsi del freddo, le pubblicità televisive relative agli integratori si moltiplicano. Questi prodotti, proposti da venditori esperti in spot molto professionali e convincenti, sembrano essere in grado di rinforzare il nostro sistema immunitario. Questo è un buon punto di partenza per mantenerci in salute durante i mesi più freddi. Tuttavia, la maggior parte degli effetti di questi famosi integratori la si ottiene anche cambiando il proprio stile di vita. In realtà, infatti, se si è in buona salute e non si soffre di fragilità fisiche, gli integratori non sono per nulla indispensabili. Meglio, invece, mettere in pratica in nostri consigli. Abbiamo già visto come star bene durante l’autunno, stagione che rattrista molti e che espone ai primi sbalzi di temperatura: ora vediamo i migliori consigli per affrontare l’inverno.

  1. Bere molta acqua. Quando arriva la stagione fredda, molti tendono a bere di meno perché avvertono meno la sete. Non c’è nulla di più errato. L’acqua, infatti, consente all’organismo di proteggere le sue condizioni ottimali e di non ridurre la forza degli anticorpi per bloccare l’influenza.
  2. Mangiare frutta e verdura. I vegetali sono molto importanti per l’organismo intero. Il loro consumo regolare permette di apportare al nostro corpo il giusto quantitativo di vitamine A e C, utili alla difesa della salute dai mali di stagione, nonché antiossidanti naturali.
  3. Umidificare l’ambiente. Non bisogna commettere l’errore di far diventare la casa una sauna finlandese perché ci manca il caldo estivo. Un ambiente umido, infatti, evita che l’aria secca secchi le mucose di naso e gola. La secchezza delle mucose favorisce le infiammazioni, che è sempre meglio evitare.
  4. Lavare spesso le mani. In inverno, i microbi che si annidano tra noi sono più che in estate, o meglio, hanno una maggior carica. Questo comporta che siano molte di più le persone che si ammalano e che trasportano con loro i microbi. Dunque, diventa fondamentale lavarsi spesso le mani, così da eliminare le tracce di questi agenti patogeni.

Abitudini salutari per affrontare l’inverno

Per affrontare l’inverno può essere utile anche assumere delle diverse abitudini. In primo luogo, un consiglio è quello di iniziare ad assumere regolarmente le pastiglie, o perle, di olio di fegato di merluzzo. Questa sostanza serve un po’ a tutto: rinforza il sistema immunitario, rinforza capelli e unghie, regolarizza l’intestino, idrata la pelle, protegge la vista. Fa solo che bene, quindi.
Inoltre, è una buona idea quella di iniziare a fare dell’attività sportiva. Non si suda come in estate, quindi si fatica meno, ma l’attività sportiva aiuta a rinforzare il corpo e le difese immunitarie, favorendo tutte le attività del nostro corpo.

Infine, ultimo, ma non per importanza, consiglio: in inverno, su consiglio medico, è bene vaccinarsi contro l’influenza, soprattutto se si ha più di 65 anni o si appartiene ad una categoria a rischio, o se si è a contatto con malati gravi o soggetti particolarmente fragili.

 

DiSilvia

Misurazione della redditività di un’impresa: ecco cosa c’è da sapere

Quando si devono calcolare gli utili aziendali, in molti addetti ai lavori hanno difficoltà a capire come si misura la redditività di un’impresa.

La questione non è affatto né scontata né banale e la risposta è più articolata di quanto si potrebbe pensare in un primo momento.

In genere un imprenditore capace e pienamente immerso nella realtà della sua impresa utilizza vari strumenti, quelli che a lui sembrano più adatti allo scopo, per misurarne la redditività.

Tuttavia, per evitare che si possa incorrere in non pochi problemi o commettere degli errori è sempre consigliabile ricorrere a Servizi Contabili e Fiscali in grado di supportare l’azienda nella corretta valutazione della propria produttività.

Indici di redditività dell’impresa: cosa sono e come funzionano

I cosiddetti indici di redditività servono a misurare, come la parola stessa chiaramente significa, la redditività di un’impresa.

Con essi si misurano i risultati che si stanno ottenendo con la propria gestione imprenditoriale e, sui medesimi, si esprimono gli osservatori del nostro bilancio.

Gli indici di redditività rappresentano uno strumento molto importante nelle mani dell’imprenditore, che pertanto dovrebbe fare in modo di conoscerli alla perfezione.

Saperli calcolare comporta grandi vantaggi, in special modo per quanto riguarda i rapporti con le banche.

L’argomento è troppo vasto e complesso per poter essere affrontato in maniera esauriente in un articolo, quindi qui ci limitiamo ad affermare che gli indici assolutamente fondamentali sono i seguenti:

  • redditività del capitale investito nell’impresa chiamato ROI;
  • redditività del capitale proprio dell’imprenditore chiamato ROE;
  • redditività delle vendite chiamato ROS.

Vediamo, in breve, cosa sono e come funzionano.

Indici ROI: a cosa servono

Il ROI, ovvero Return on Investment (Ritorno degli Investimenti) indica la redditività del capitale investito in un’impresa.

Quest’ultimo, a sua volta, non è altro che la somma del capitale circolante netto e dell’attivo immobilizzato.

Si tratta di un indice, come è facile intuire, di fondamentale valore per ogni imprenditore, in quanto serve, in pratica, ad avere una esatta valutazione di quanto rende il denaro investito nell’impresa stessa.

Il ROI comprende sia i soldi dell’imprenditore che quelli degli altri finanziatori.

Cosa si intende per indici ROE

Al contrario, il ROE, ovvero Return on Equity, misura quanto rendono i soldi che l’imprenditore ha versato a titolo personale nell’azienda, come capitale proprio o di rischio (il cosiddetto capitale sociale).

In pratica, ciò che tale indicatore dà come risultato, rileva il capitale di rischio.

Per dirlo in termini più semplici e comprensibili anche ai meno esperti, il ROE misura la redditività del capitale di rischio, espressione con cui si intende quello che si va a perdere se l’impresa, per una ragione o per l’altra, va in fallimento.

Si esprime in percentuale e contrassegna quanto rende il patrimonio investito nell’azienda dai soci.

Cosa si intende con indice ROS

Mentre, il termine ROS vuol dire Return on Sales ed è l’indice che misura la redditività media delle vendite.

Si tratta di un parametro che riveste una grande importanza nell’ambito del bilancio aziendale, in quanto si rivela particolarmente utile per comparare quanto fanno le dirette concorrenti.

Più semplicemente, possiamo dire che il ROS misura la marginalità media che il mio fatturato ha ottenuto.

È superfluo sottolineare quanto esso sia importante, perché altro non è se non la diretta sintesi di quanto si va a guadagnare.

Risulta pertanto chiaro che gli indici ROI, ROE e ROS, sono indispensabili ad ogni imprenditore capace e coscienzioso che abbia a cuore la sorte della propria impresa, poiché senza il loro utilizzo non si riesce a misurarne la redditività, con conseguenze facilmente immaginabili.

Se si decide di non ricorrere a questi rischi si sta compiendo una scelta decisamente rischiosa e che, sia nel breve che nel lungo termine, non porta a nulla di buono, anche perché i concorrenti li useranno di certo ed è meglio, pertanto, prepararsi in merito.

DiSilvia

Come rispettare le regole dello smart working

Anche durante questa nuova ondata di Covid, la modalità di lavoro in smart working, continua a dimostrarsi quella più indicata al fine di limitare ogni esposizione a fattori di contagio.

Ecco come operare per agire in sicurezza, e come personalizzare al meglio il proprio luogo di lavoro.

L’avvento di una nuova era

Sembra proprio che lo smart working resterà a lungo la modalità di lavoro più adottata in Italia, e questo perché si tratta dell’unico modo possibile per scongiurare nuovi casi di positività al Covid, che nelle ultime ore risultano crescere in maniera spropositata.

Qualora il tipo di attività lo consenta, lavorare da remoto dovrà essere l’opzione più raccomandata da titolari e lavoratori, in modo che si possa tutelare l’economia ma anche la salute del lavoratore.

Ma come si può fare al fine di creare un clima degno di un’attività professionale?

Scopriamolo insieme.

Riserva un angolino della tua casa al tuo lavoro

Se la tua abitazione la consente, puoi pensare di riservare una zona della tua casa alla tua attività lavorativa.

Scegli un posto tranquillo e organizzato, dove potrai lavorare in tutta serenità senza essere disturbato dal resto della famiglia.

In questo modo il tuo cervello saprà distinguere quest’area e considerarla esclusivamente una zona dedicata alla professione, e ciò ti permetterà di stabilire degli orari utili a favorire e mantenere il ritmo sonno/veglia.

Ovviamente a pranzo dovrai lasciare questa postazione, ma potrai utilizzarla anche per effettuare delle chiamate e delle videoconferenze con i tuoi colleghi di lavoro.

L’arredamento del tuo spazio lavorativo

Per riuscire a migliorare questa tua nuova postazione, oltre ad arredarla secondo il tuo gusto e ricorrere a delle strategie che ti permettano di avere a portata di mano tutto ciò che può servirti, puoi pensare a delle soluzioni che abbiamo un impatto estetico.

Una pianta, ad esempio, può donare un tocco di luminosità all’ambiente e offrire un piccolo senso di accoglienza. Puoi anche puntare su quadri molto semplici e di dimensioni diverse, e ripiegare su tessuti e colori in grado di illuminare la stanza.

Se non disponi di sedie e scrivanie fisse, puoi portare per delle strutture leggere e facilmente riponibili quando non devono essere utilizzate.

Assumi una postura corretta

Qualunque lavoro tu svolga, attento alla postura: se manterrai una posizione corretta che ti consenta di allineare la colonna vertebrale al capo e al bacino, eviterai di incorrere in dolori muscolari e mal di schiena fastidiosi.

Questo è utile soprattutto in quei casi dove si tende ad assumere la stessa posizione per più ore nel tempo.

Ricordati inoltre di appoggiare bene i piedi per terra e non solo con le punte, e fa sì che il monitor del computer sia allineato coi tuoi occhi, in modo da non affaticare collo e spalle.

Particolare attenzione va posta anche alla vista, concedendosi delle brevi pause ma fatte più spesso nell’arco del tempo lavorativo.

In media si tende a trascorrere moltissimo tempo a fissare schermi di PC, tablet e smartphone ad una distanza molto ravvicinata, e questo a lungo andare potrebbe affaticare lo sguardo creandoci dei disturbi visivi.

In seguito allo sviluppo della Sindrome da visione virtuale, si incorre in una serie di effetti collaterali tra cui citiamo crampi alle spalle, agli arti, ai gomiti e dolori diffusi.

Tutto ciò avviene per sollecitazioni troppo intense, dovute all’illuminazione scarsa o troppo intensa.

L’ideale consiste in fare delle pause di venti minuti tra una sessione lavorativa e l’altra, in modo da dare in po’ di tregua agli occhi.

Cerca di rimanere concentrato

L’angolino da te scelto dovrà garantirti un’ottima soglia di concentrazione, in quanto tutti sappiamo che in un contesto non lavorativo, distrarsi risulta essere molto più facile.

Dovrai cercare di rispettare i termini lavorativi senza farti sopraffare da altre esigenze

Ritaglia dei momenti da dedicare alle faccende domestiche, e non mangiare in continuazione o la tua bilancia ne risentirà.

DiSilvia

Quattro consigli per star bene in autunno

L’estate è finita ed è giunto il periodo dell’autunno, una stagione particolare che risulta essere molto colorata ma al tempo stesso malinconica.

Questa stagione può essere intesa come un periodo di transizione, poiché ci fa passare da un periodo di temperature molto alte a fenomeni climatici in alcuni casi molto violenti, e quindi bisogna accoglierla in maniera che questa non vada a compromettere troppo la nostra condizione fisica.

Le temperature si abbassano, le ore di luce diminuiscono, ma nonostante questi cambiamenti climatici bisogna cercare di avvalersi di rituali in grado di assicurare il benessere fisico di tutti.

Ovviamente, nonostante le condizioni climatiche non siano più propizie come in estate, non bisogna smettere di svolgere attività fisica, in quanto muoversi fa molto bene all’organismo e alla salute umana, e bisogna cercare di visitare posti naturali che permettono allo spirito e alla mente di rinnovarsi.

Bisogna cercare inoltre di consumare determinati alimenti che possono apportare grandi risvolti dal punto di vista fisico, e che riescono ad avere degli effetti benefici su ogni parte del corpo, come ad esempio le germe di grano che riescono a nutrire la pelle, piuttosto che l’uva che ha una grande proprietà antiossidante.

Scopriamo nel dettaglio questi piccoli consigli che ti permetteranno di vivere l’autunno in maniera energica.

Svolgere attività fisica: il rimedio naturale per eccellenza

Praticare dello sport e svolgere attività fisica è molto importante per l’organismo umano, in quanto previene l’insorgenza di molte malattie quali diabete, ipertensione e altre patologie metaboliche che nella maggior parte dei casi si manifestano in seguito ad uno stile di vita troppo sedentario.

Dedicare qualche ora della nostra giornata allo sport può avere importanti risvolti sul piano fisico, in quanto permette di bruciare calorie in eccesso e perdere i chili di troppo garantendo la tonicità dei muscoli, e andando a rinforzare il sistema scheletrico.

Allo stesso modo, camminando all’aria aperta si beneficerà del rilascio di endorfine, ovvero le molecole del buonumore, che non solo andranno a garantire un impatto positivo sul corpo ma favoriranno il rilassamento della mente.

Alla ricerca della natura

L’autunno si rivela essere, insieme alla primavera, la stagione preferita per gli amanti della natura che amano immergersi nelle foreste e nei boschi, per riscoprire tutto ciò che la città ci fa perdere di vista.

È proprio in queste particolari stagioni dell’anno infatti, che il mondo ci riserva degli spettacoli bellissimi, che spesso trascuriamo o a cui non diamo la giusta importanza.

Grazie all’avvento dell’autunno infatti, tutto si dipinge con dei colori molto caldi e particolari che riescono a regalare delle sfumature rarissime e dei profumi che rievocheranno nella nostra memoria i ricordi più lontani, e che sicuramente ci portiamo nel cuore dall’ infanzia.

Immergersi in un luogo naturale può essere un’ottima soluzione per chi ha bisogno di meditare e ritrovare se stesso, poiché in contesti silenziosi come boschi e foreste, si riesce a staccare la spina dalla quotidianità e a tralasciare per un attimo i problemi che attanagliano quotidianamente la nostra vita.

Migliorare lo stile alimentare

Forse non tutti sanno che il corpo è più provato e debilitato proprio nelle stagioni di transizione, perché esso viene sottoposto a dei cambiamenti repentini che si presentano al termine di due stagioni importanti come l’estate e l’ l’inverno.

È proprio questo allora, il periodo in cui ci si deve prendere più cura di se stessi, e bisogna farlo a partire dall’ alimentazione.

In questo periodo la terra ci regala dei prodotti che possono fare molto bene al corpo.

Tra gli alimenti più indicati del periodo rientra sicuramente l’uva, che presenta delle grandi proprietà antiossidanti che non solo fanno bene al corpo, ma regalano un ottimo livello di benessere mentale.

Tra i frutti più ambiti della stagione troviamo le castagne, che oltre che ad essere molto buone, contengono moltissimo acido folico che serve a garantire un ottimo apporto di nutrienti.

L’alimentazione è molto utile in questo periodo, perché permetterà di alleviare una situazione di disagio che il corpo sviluppa in seguito ad una carenza sviluppata in un periodo in cui sono stati richiesti livelli di energia diversi dal solito.

I benefici legati ai rituali di bellezza

Anche prendersi cura di se stessi ha i suoi benefici, in quanto occupandoci della nostra salute e del nostro aspetto esteriore, si vanno a rilasciare delle sostanze in grado di portare un ottimo livello di benessere mentale e fisico.

In questo caso sono indicati gli impacchi atti ad idratare e a rigenerare la cute, o quelli che  favoriscono la rigenerazione del cuoio capelluto, che possono essere fondamentali.

Ricordiamo infatti che l’autunno, è noto come il periodo delle castagne, dove molte donne e molti uomini sono soggetti alla perdita dei capelli.

Si può procedere a realizzare una maschera a base di castagne e germe di grano, che rilasceranno un impacco che dovrà essere applicato per circa due ore sui capelli prima di effettuare lo shampoo, e andrà avvolto da uno strato di pellicola trasparente.

Il risultato sarà quello di rinforzare il cuoio capelluto e regalare una chioma folta e lucente degna di invidia.

Allo stesso modo si può realizzare un pediluvio con dell’ aceto di mele, del sale e dei fiori di lavanda essiccati, che avrà il beneficio di alleviare i piedi stanchi e gonfi, soprattutto in seguito ad una lunga giornata in piedi.

DiSilvia

Ristrutturare casa: le diverse tipologie di impianto elettrico ed idraulico

Spesso o almeno una volta all’anno, si decide di procedere con degli interventi volti a migliorare l’aspetto e la funzionalità della propria abitazione, come ad esempio la sostituzione del pavimento, degli infissi ma anche le operazioni atte a rinfrescare le pareti.

Un altro intervento che meriterebbe di essere rinnovato, riguarda la sostituzione degli impianti vecchi, soprattutto nel caso dell’impianto elettrico ed idraulico che svolgono un ruolo centrale in tutte le case.

Spesso per procedere a questi interventi si chiama il personale specializzato, ma può partire dal proprietario di casa l’idea di suggerire delle idee in grado di appagare le proprie esigenze.

Un impianto in grado di garantire forniture elettriche migliori

Poter disporre di un impianto in grado di assicurare forniture elettriche degne di supportare la potenza degli elettrodomestici, facilita l’utilizzo degli stessi e migliora sicuramente la qualità di vita degli abitanti della casa.

L’impianto elettrico di una casa può essere di tre tipi:

  • impianto elettrico base: è molto facile da installare, in quanto prevede degli elementi di base come il citofono, il salvavita e il termostato, e si può sviluppare un ampliamento del 15%;
  • impianto elettrico classico: riesce ad essere più versatile poiché dispone di più prese e presenta un videocitofono con un sistema di allarme che garantisce la protezione dell’abitazione senza alterare i consumi;
  • impianto elettrico domotico: rappresenta sicuramente la scelta più moderna, e permette di controllare questo sistema elettrico da remoto così come l’allarme, le fughe di gas e gli allagamenti imprevisti, in modo da poter intervenire in maniera tempestiva in caso di guasti.

Ovviamente la scelta verrà improntata in base alle esigenze degli abitanti, e verrà concordata con i professionisti atti a svolgere il lavoro che installeranno le prese in base alle necessità, e sviluppando la possibilità di ampliare il sistema in futuro.

Un impianto idraulico in grado di garantire le funzioni basilari

Anche l’impianto idraulico è molto importante, in quanto questo sistema deve garantire la pressione dell’acqua in tutta la casa, e quindi bisogna scegliere una squadra tecnica che sia in grado di svolgere questi lavori.

Una volta per sostituire questo impianto, si doveva procedere distruggendo le pareti piuttosto che le mattonelle delle zone coinvolte, mentre ora i tubi vengono ispezionati attraverso un sistema in grado di individuare le eventuali perdite e risolvere il problema senza causare danni conseguenti.

Di recente invenzione sono i tubi multistrato, che presentano degli innesti rapidi, precisi e duraturi che non richiedono grandi tempi di posa.

Ci si può inoltre avvalere dei sistemi silenziosi che insonorizzano il materiale e riducono i rumori emessi dall’acqua.

Lavori a regola d’arte grazie alla certificazione

Ovviamente per poter svolgere al meglio questi lavori, bisogna far sì che i professionisti implicati negli interventi di ristrutturazione siano in grado di rilasciarci la dichiarazione di conformità.

Questa dichiarazione è stata introdotta nel 2008 ed è stata sostituita dal decreto del 2010 che prevede di mettere a norma tutti gli impianti elettrici del passato, in modo da diminuire gli incidenti domestici.

Questa dichiarazione è obbligatoria per impianti idraulici, elettrici, di riscaldamento, di climatizzazione e antincendio, e di tutti gli accessori collegati al sistema radiotelevisivo, ma anche a quelli rivolti alla protezione in caso di scariche elettriche, che possono essere propagate in seguito a delle condizioni climatiche avverse.

Questo tipo di documentazione deve essere rilasciata necessariamente ogni volta che un impianto viene sostituito o realizzato, e anche in seguito alla manutenzione da parte della ditta che si è occupata di questi processi.

Essa può essere presentata attraverso la compilazione di un modello classico, dove si inseriscono i dati del proprietario, quelli dell’impresa che si è occupata dei lavori, il tipo di impianto e i materiali utilizzati. Essa andrà aggiunta all’iscrizione camerale della ditta che se n’è occupata.

DiSilvia

Hype Clothinga: tutto sulla collezione Yeezy di Kanye West

Quando una paersona ha talento, e non solo artistico, ma anche per il business, di qualsiasi cosa si occupi avrà successo. Questa è esattamente la storia di Kanye West, un rapper, musicista, ma anche discografico e stilista, nonché designer architettonico. Persona carismatica e di carattere, originale e con una capacità particolare di rendere di successo ogni progetto. Proprio così inizia la storia delle Adidas Yeezy di Kanye West, ma non anticipiamo niente.

Adidas Yeezy, una storia quasi incredibile

La storia di questo enorme succeso ha inizio nel 2006 quando c’è il primo incontro tra Kanye West e Adidas.

Tutto è quasi magico. Si parte da una bozza che rivisita le storiche calzature vintage Rod Laver, mediante l’applicazione sulla linguetta dell’orso che contraddistingue le copertine dei dischi di West, il Dropout Bear.

Detto fatto, il logo di West compare su un paio di sneakers di A Bathing Ape. A questo punto il rapper dovrebbe sentirsi più che soddisfatto, dato che le scarpe hanno anche un discreto successo, tuttavia non è così. Il talentuoso artista non si ferma e arriva a creare delle scarpe tutte sue, apartire dal progetto.

A rendersi conto del talento di West è niente meno che la Nike. Da questo connubio nascono le mitiche Yeezy, diminutivo di Yeezus, che significa Gesù, che lui stesso ha scelto per sé. Il successo dei prototipi delle Nike Air Yeezy, Yeezy 1 e 2 è innegabile, ma ben poco davanti a quello che ancora dovrà accadere.

Il connubio con Adidas

Dopo aver assaporato il gusto del successo, West non si accontenta e vuole ottenere ancora di più nell’ambito della moda. Il rapporto con la Nike viene interrotto, nonostante le enormi soddisfazioni e nonostante il rapper avesse dichiarato di avere circa 20 modelli già pronti. I rumors pasteggiano. Poco dopo West conclude un accordo con Adidas ed è proprio da quel punto che comincia la mitica storia delle Yeezy.

Il boom avviene nel 2015 quando le Yeezy Season 1 vengono lanciate in occasione della Fashion Week e dell’All Star Game. I personaggi che sostengno questo lancio sono nomi alquanto blasonati del panorama dello spettacolo, da Beyoncé, Diddy a Rhianna, Kim Kardashian. Tra i modelli che vedono la luce in quello strepitoso 2015 ci sono le Yeezy Boost 950 e le Yeezy Boost 750 che riprendono il mood delle sneakers alte.

A fare furore sono le linee pulite, ma al contempo estrrose, la tomaia carismatica, con allacciatura a strappo e la cerniera laterale che conferiscono alla scarpa un tono decisamente meno sportivo, ma più casual: non sono più solo  o per fare sport. Il successo non tarda ad arrivare e questo nuovo concept di sneakers è molto apprezzato.

Yeezy Boost 350 V2

Successo annunciato, ma comunque pur sempre sbalordivi, è quello delle Yeezy Boost 350 V2. Le scarpe presentano una linea delicata, con suola un po’ rialzata rispetto al modello precedente, e una gamma di ben 12 colorazioni. Punto di forza di queste senakers è un piccolo “mistero”: la sigla SPLY laterale, accanto al numero 350.

Non ci è ancora dato sapere cosa realmente significhi tale sigla, quella che sembra essere la spiegazione puù plausibile è che possa essere  o “Supply” o “Saint Pablo loves you”, ma non restano altro che congetture, sebbene decisamente suggestive.

Una sequela di successi

Ovviamente queste non sono le uniche scarpe di successo, ne arrivano ben altri con gli altri modelli, arrivando ad affascinare veramente tutto gli estimatori del genere sneakers di tutto il mondo. Oggi il marchio Yeezy guarda ancora più lontano e non ha intenzione di limitarsi alle sneakers.

Semnbra che ci siano già nuove bozze e che il brand si sti preparando a una campagna di una cerya portata, investendo diversi milioni di dollari, ma per il momento nnon è trapelato niente, staremo a vedere.