Archivio annuale 2021

Dipamela

I migliori esercizi per allenare i pettorali

I pettorali rappresentano alcuni tra i muscoli che vengono maggiormente allenati e stimolati all’interno di una palestra o di un qualsiasi tipo di allenamento; si tratta di muscoli importantissimi non soltanto dal punto di vista estetico, ma anche funzionale e organico, riuscendo a conferire una corretta postura, una grande resistenza fisica e anche una protezione maggiore dei propri organi interni. Insomma, non è assolutamente banale considerare un corretto allenamento per i propri pettorali, attraverso una serie di esercizi specifici che possono essere realizzati a corpo libero, con ausilio di panca o di altri strumenti; per questo motivo, non tutti gli esercizi possono essere eseguiti in casa, dal momento che sarà necessario l’utilizzo di attrezzi presenti in palestra per il corretto svolgimento degli stessi. 

Push up

Il primo tra i migliori esercizi che possono essere svolti per migliorare e allenare i pettorali è quello dei push up, altro nome che viene dato ai classici sollevamenti su braccia che permettono – attraverso l’utilizzo della propria forza – di allenare non soltanto i pettorali, ma anche gli addominali e i muscoli delle braccia. Si tratta, dunque, di un esercizio sì semplice, ma allo stesso tempo efficace e completo, che permette di effettuare un riscaldamento muscolare ideale e di mettere a punto un sistema di allenamento certamente importante per la parte superiore del proprio corpo.

Per eseguire correttamente i push up, bisognerà semplicemente stendersi a pancia in giù, tenendo le gambe rigide e cercando di sollevarsi con l’ausilio delle braccia e della forza del proprio corpo. In base all’apertura di gambe e braccia l’esercizio diventerà più o meno semplice, coinvolgendo altri muscoli come tricipiti e quadricipiti. 

Croci con manubri

Attraverso l’utilizzo di manubri e panca, che può essere sia piana che inclinata, è possibile mettere a punto uno degli esercizi più efficaci che possano essere svolti per allenare i pettorali. Tenendo i piedi ben saldi a terra, bisognerà assicurarsi che schiena e testa poggino perfettamente sulla panca, in modo da allenare soltanto il petto e non sollecitando altri muscoli che non siano direttamente coinvolti nel proprio esercizio.

A questo punto, bisognerà distendere le proprie braccia in modo che siano perpendicolari al corpo, facendo sì che assumano la caratteristica forma a X che dà il nome all’esercizio. Le braccia dovranno essere tenute ben dritte quando distese mentre, tornando verso il petto, dovranno essere piegate cercando di tenerle sempre perpendicolari al corpo, in modo da allenare perfettamente il proprio petto: quanto maggiore sarà l’inclinazione della panca, tanto più alta la zona dei pettorali allenata, dunque si può cambiare più volte l’inclinazione per essere sicuri di un esercizio completo. 

Distensioni su panca piana con bilanciere

Ultimo tra i migliori esercizi che possono essere scelti per allenare i pettorali è quello delle distensioni su panca piana con bilanciere, che permettono di allenare in modo semplice i propri pettorali, a meno che il carico non sia eccessivo. Stendendosi sulla panca con schiena e testa ben poggiate alla stessa, bisognerà distendere le proprie braccia che sorreggono il bilanciere, poi portando lo stesso verso il petto e ripetendo l’esercizio per il numero di ripetizioni richieste.

Dipamela

È vero che l’aria condizionata fa male?

Lo si sente dire spesso, ma non è chiaro se si tratta di una voce infondata oppure della realtà. Capire se sia vero che l’aria condizionata faccia male non è semplice: ci sono molte dicerie che sono state ripetute così tante volte e da così tante persone che persino chi dovrebbe saperne qualcosa in più tende a non contraddire troppo queste voci. Se vuoi chiamare un idraulico Torino provincia per installare un condizionatore a casa, ma sei preoccupato dalle dicerie che circolano su condizionatori e climatizzatori, allora prenditi del tempo per capire come funzionano climatizzatori e condizionatori e poi decidere liberamente.

Il freddo ci fa ammalare?

Quando si parla di aria condizionata, la prima preoccupazione che solitamente viene fatta presente, è che la temperatura troppo bassa possa farci ammalare. Questa associazione di idee viene fatta inconsciamente dal nostro cervello, che confonde cause e conseguenze: visto che ci si ammala più spesso di inverno e dato che la stagione invernale è la più fredda, allora deve essere la bassa temperatura a farci ammalare. Questo mito, che in Italia ha radici particolarmente profonde, ma che in altri paesi molto più freddi non esiste affatto, non ha basi scientifiche. Sono i virus ed i batteri a farci ammalare, non il freddo. Ma se non è il freddo a farci ammalare, perché ci si ammala più spesso durante la stagione invernale?

Banalmente, ci si ammala maggiormente in inverno perché le basse temperature e le condizioni meteo tipiche di questo periodo promuovono una serie di comportamenti che favoriscono il diffondersi del virus. Il minor ricambio dell’aria e la tendenza a stare al chiuso per un periodo di tempo maggiore rispetto ai mesi estivi permettono a virus e batteri di concentrarsi e passare facilmente di persona in persona. Secondo alcuni studi, l’unica cosa che potrebbe fare il freddo è aiutare il virus a moltiplicarsi e peggiorare la risposta immunitaria del nostro corpo, ma i test fatti in questo senso non hanno portato a risultati definitivi. Quello che sembra essere certo, invece, è che un uso eccessivo dei riscaldamenti durante i giorni freddi possa provocare un’eccessiva secchezza dell’aria, che aiuta i virus a diffondersi e che causa la secchezza delle mucose delle vie respiratorie.

L’aria condizionata è innocua?

Quanto detto finora porterebbe a pensare, quindi, che l’aria condizionata sia assolutamente innocua, ma non è così. Come ogni singola cosa, occorre usare l’aria condizionata con oculatezza e moderazione, in modo da non patire il caldo nei caldi giorni estivi. L’aria condizionata, soprattutto a chi non è abituato, può causare alcuni problemi: ad esempio, moti condizionatori fungono anche da deumidificatori. Se l’aria diventa troppo secca, possono insorgere diversi effetti indesiderati, come mal di testa, bruciore degli occhi e secchezza delle mucose nasali ed orali. Inoltre, è importante che la differenza di temperatura tra i locali climatizzati e l’esterno non superi la soglia degli 8 gradi, altrimenti si rischiano conseguenze negative sulla salute a causa dei grossi sbalzi di temperatura. Importantissima anche la manutenzione regolare del condizionatore o del climatizzatore, per evitare che al suo interno si accumulino muffe, funghi e batteri che potrebbero prosperare e creare seri pericoli per la salute.

Accendere l’aria condizionata di notte fa male?

Secondo molti otorini sarebbe meglio ridurre al minimo l’uso dell’aria condizionata nelle ore serali e non utilizzarla in quelle notturne. In primo luogo perché è sempre meglio far arieggiare le stanze aprendo le finestre, in modo da disperdere eventuali agenti patogeni che potrebbero essersi accumulati all’interno della stanza; in secondo luogo perché durante il sonno il caldo viene comunque percepito in misura minore dal nostro corpo.

Dipamela

Europei 2020/2021: dove si disputa, squadre partecipanti e altre informazioni

I Campionati Europei hanno inizio ufficialmente l’11 giugno del 2021, con il match inaugurale tra Italia e Turchia. A seguito dell’inizio della pandemia da Coronavirus, è stato reso necessario uno slittamento degli Europei che inizialmente erano stati previsti per il giugno del 2020, ma non la denominazione del torneo che – per motivi mediatici – è rimasta di EURO 2020. La competizione a squadre, che introduce la formula innovativa del piazzamento di alcune squadre garantito dalla Nations League, è itinerante, dal momento che sono previsti incontri in diversi stadi europei, con semifinali e finali nel Wembley Stadium di Londra. Ecco tutto ciò che c’è da sapere a proposito di dove si disputa, quali sono le squadre partecipanti e altre informazioni sugli Europei del 2021. 

Dove si disputano gli Europei del 2021?

I Campionati Europei 2021 sono itineranti: inizialmente la formula è stata prevista per celebrare il 60esimo anniversario dalla nascita degli stessi e, per questo motivo, non è stata scelta una sola sede per gli Europei, ma più realtà geografiche in grado di coinvolgere e attirare spettatori di tutta Europa. La partita inaugurale viene svolta allo Stadio Olimpico di Roma, con il match tra Italia e Turchia previsto per l’11 giugno del 2021, mentre semifinali e finali del torneo sono previste nel Wembley Stadium di Londra.

Le città preposte inizialmente ad accogliere incontri calcistici sono state: Copenaghen, Bucarest, Amsterdam, Dublino, Bilbao, Budapest, Glasgow, Bruxelles, Baku, Roma, Monaco di Baviera, San Pietroburgo e Londra. A seguito della riformulazione dei calendari e di alcune realtà calcistiche, le stesse sono state organizzate in base ai gruppi, secondo il seguente schema:

  • Gruppo A: Roma e Baku
  • Gruppo B: San Pietroburgo e Copenaghen
  • Gruppo C: Amsterdam e Bucarest
  • Gruppo D: Londra e Glasgow
  • Gruppo E: Siviglia e San Pietroburgo
  • Gruppo F: Monaco di Baviera e Budapest

Le squadre partecipanti agli Europei 2020/2021

Secondo il meccanismo di qualificazione, garantito da un torneo preliminare tra diverse nazionali, è stato stabilito quale fosse il numero delle nazionali a cui è stata permessa una qualificazione al torneo; in secondo luogo, la Nations League ha permesso di stabilire, attraverso le quattro vincitrici della prima fascia, le quattro nazionali che avrebbero ottenuto un posizionamento in tabellone indipendentemente dalle qualificazione europee. Sulla base di queste determinazioni, le squadre partecipanti sono le seguenti:

 

  • Gruppo A: Italia, Svizzera, Turchia, Galles.
  • Gruppo B: Belgio, Russia, Danimarca, Finlandia.
  • Gruppo C: Ucraina, Olanda, Austria, Macedonia del Nord.
  • Gruppo D: Inghilterra, Croazia, Scozia, Repubblica Ceca.
  • Gruppo E: Spagna, Svezia, Polonia, Slovacchia.
  • Gruppo F: Germania, Francia, Portogallo, Ungheria.

Grandi assenze ed esclusioni tra i convocati

Gli Europei del 2021 sono segnati dall’assenza di alcuni calciatori che, per infortunio o esclusione, non sono stati inseriti all’interno delle liste dei convocati ufficiali. L’Italia ha dovuto fare a meno di Nicolò Zaniolo, per un grave infortunio che l’ha riguardato proprio in

nazionale, oltre che di Lorenzo Pellegrini e Stefano Sensi, che sono stati sostituiti da Matteo Pessina e Gaetano Castrovilli. Tra le altre assenze di lusso c’è quella di Zlatan Ibrahimovic per la Svezia, dopo che il campione aveva fatto ritorno nella sua nazionale sfornando ottime prestazioni; e ancora, la Spagna fa a meno di Sergio Ramos, mentre la Germania di Marc Andrè Ter Stegen mentre la Francia, che aveva permesso il ritorno in squadra di Benzema, ha dovuto rinunciarvi per il suo infortunio. 

Dipamela

Cosa fare se la porta non si apre?

Può capitare a tutti di tornare a casa e scoprire di non riuscire ad aprire la porta di ingresso. I motivi di questo inconveniente possono essere tanti, ma la soluzione che di solito si decide di adottare è quella di chiamare i vigili del fuoco in modo che rompano la serratura e sblocchino la porta e ci permettano di rientrare in casa. In realtà, però, chiamare i pompieri non dovrebbe essere la norma in questi casi: queste importanti autorità, infatti, dovrebbero essere contattare soltanto in caso di estrema urgenza o necessità. La norma, quando si rimane chiusi fuori da casa, dovrebbe essere quella di contattare un servizio di fabbro pronto intervento Monza e provincia attivo 24 ore su 24 e che intervenga velocemente.

Per evitare chiamate inutili, i vigili del fuoco hanno adottato una soluzione piuttosto drastica: se dopo l’intervento risulta chiaro che non ci fosse nessuna situazione di emergenza, il cittadino dovrà pagare i costi dell’intervento, che non saranno affatto competitivi con quelli degli altri professionisti! Ma cosa fare se non si resta chiusi fuori di casa e non si vuole pagare l’intervento di un professionista che si occupi di sbloccare la porta di ingresso?

Identificare il problema

Il primo passo, il più importante, è capire quale sia il problema. Se non si sa sui cosa intervenire i tentativi di sbloccare la porta potrebbero essere inutili se non addirittura dannosi. Quindi è importante cercare di capire subito se il problema è effettivamente la vostra porta, oppure la serratura. In alcuni casi il problema è davvero di facile individuazione: la chiave non gira? Il problema sta nella serratura (o nella chiave); la porta sembra bloccata a causa dell’attrito con il pavimento? Allora probabilmente il problema è nel telaio della porta. Identificare il problema che affligge la vostra porta rapidamente è assolutamente necessario per iniziare a pensare ad una soluzione.

Cosa fare se la chiave non gira?

Se il problema sembra essere nella serratura, allora occorre procedere a tentativi: il primo passo è provare a contattare qualcuno che abbia una copia delle chiavi. Solitamente, infatti, la serratura funziona perfettamente e sono le chiavi ad essersi danneggiate. Se non c’è modo di provare con un secondo mazzo di chiavi, oppure nemmeno le chiavi di riserva riescono ad aprire la porta, allora conviene provare a comportarsi come se il problema fosse nella serratura. Procuratevi del lubrificante e provate a spruzzarlo all’interno della serratura. Non abbiate paura di esagerare, se la serratura si è inceppata occorrerà spruzzarne una buona dose. Se la chiave non gira dopo aver applicato il lubrificante riprovate una seconda volta.

Se il lubrificante non risolve il problema, evitate di provare ad improvvisarvi scassinatori: se bastassero degli strumenti da principiante e un video su youtube, la vostra serratura non durerebbe nemmeno 10 secondo contro un ladro professionista. Un tentativo disperato che raramente da buoni risultati è quello di provare a rimettere apposta la serratura utilizzando la stessa chiave: stando attenti a non danneggiare nulla, si può provare a dare dei colpetti utilizzando la chiave per vedere se la serratura riesce a sbloccarsi.

Cosa fare se la porta non si apre?

Se il problema sembra essere la porta, non c’è molto che si possa fare. Stando attenti a non farsi male e a non sforzarsi troppo, l’unica cosa da fare è provare a sollevare leggermente la porta mentre si cerca di spingerla e sperare che questo basti ad aggirare le ragioni del blocco. Eventualmente si può provare a spruzzare del lubrificante sui cardini e sotto la porta, anche se raramente questa manovra ha un qualche effetto. Qualora la porta dovesse rimanere bloccata, allora sarà necessario chiamare un fabbro per l’apertura della porta.

DiSilvia

Rimedi naturali per migliorare la concentrazione

Mantenere alto il livello di concentrazione per quasi tutto l’arco della giornata non è semplice, anzi. A volte sembra addirittura impossibile! La stanchezza è un fattore che incide molto sull’essere concentrati. Più si è stanchi, più si perderà il livello di concentrazione quando ad esempio dobbiamo seguire un corso on line o stiamo lavorando in smart working. Proprio i dispositivi elettronici sono elementi che stancano il cervello e gli occhi a causa della luminosità dei loro schermi. A incidere sulla nostra concentrazione c’è poi lo stress, la paura di non riuscire a rispettare le scadenze scolastiche o lavorative. Ansia e depressione giocano poi un ruolo fondamentale nell’influire sulla concentrazione. A volte invece non essere concentrati e avere scarsa memoria può essere un problema dovuto a un’alimentazione malsana. In questo articolo scopriremo insieme alcuni efficaci rimedi naturali per migliorare la concentrazione e ritrovare l’elasticità mentale perduta.

L’alimentazione

L’alimentazione giusta può aiutarci davvero tanto a migliorare la concentrazione. Esistono cibi che più che altri favoriscono le migliori prestazioni della nostra mente. Tra questi c’è ad esempio l’avocado, frutto ricco di grassi monoinsaturi che favoriscono l’efficienza cognitiva. Ottime allo scopo anche le verdure a foglia verde come i broccoli, che aiutano a prevenire malattie degenerative del cervello come il Morbo di Alzheimer. I cereali integrali sono una fonte primaria di energia, aiutano il lento rilascio del glucosio nel sangue favorendo le funzioni cognitive. Ottimo anche il cioccolato fondente, ricco di flavonoidi e con una elevata concentrazione di cacao che preserva la memoria e rallenta l’invecchiamento. I mirtilli, le noci e i pomodori migliorano la concentrazione e la memoria a breve termine, l’olio extravergine di oliva migliora l’apprendimento. Particolarmente utili sono poi gli alimenti ricchi di acidi grassi omega3 come il salmone. Il sedano migliora la memoria come i semi di zucca, ricchi di zinco, minerale cibo per le funzioni cognitive.

Il buon riposo

Un rimedio naturale per migliorare la concentrazione è quello di essere riposati. Come abbiamo detto nell’introduzione di questo articolo, la stanchezza gioca un ruolo fondamentale nel farci pendere colpi a livello di memoria. Per cui dobbiamo provvedere adottando determinati comportamenti per il bene della nostra mente e del nostro fisico. Innanzitutto non dobbiamo forzarci a lavorare o studiare fino a tardi. Andare a letto a un’ora consona e che tutte le sere sia sempre la stessa, ci aiuterà a svegliarci presto e ben riposati poiché avremo dormito quelle 8 ore giuste per stare bene il giorno dopo. Un buon sonno senza interruzioni e regolare è l’ideale per ritrovare la concentrazione e l’energia perduta, sia della mente che del corpo. Possiamo aiutare il nostro riposo serale sorseggiando prima di andare a dormire una efficace camomilla rilassante preparata a regola d’arte e bevuta almeno mezz’ora prima di coricarsi. Basterà far bollire un pentolino d’acqua e mettervi in infusione per 4 minuti una bustina di camomilla. Si dovrà quindi togliere la bustina, versare in tazza e bere.

L’aiuto delle piante

Alcune piante possono aiutarci a ritrovare la concentrazione perduta, soprattutto i loro principi trattati e ottenuti attraverso oli essenziali e integratori. Tra i rimedi naturali di questo tipo utili al nostro scopo troviamo in particolare gli oli essenziali di rosmarino, basilico e  menta, che aiutano l’elasticità mentale. C’è poi il Ginkgo biloba, che aiuta a ritrovare concentrazione e lucidità. Tutte le cosiddette piante adattogene possono aiutare il cervello a lavorare al meglio e contrastando lo stress. Tra le migliori troviamo il Ginseng, l’Eleuterococco e la Rodiola.

DiSilvia

Come identificare il proprio target clients per far crescere la propria attività

Affinché un’azienda possa aumentare la propria redditività, o far crescere la propria brand reputation, una delle strategie da mettere in atto è individuare il corretto target di clienti: avere un riferimento chiaro, infatti, può permettere di migliorare la propria efficacia e la qualità dei clienti più importanti per il proprio settore.

Uno degli errori più comuni che vengono commessi da un’azienda, è quello di concentrarsi sui clienti giusti per il proprio business e tralasciare quelli che non rientrano nel proprio target.

Questa, potrebbe essere una buona strategia per mantenere il giusto focus e indirizzare i propri sforzi di vendita sul target predefinito.

In questo modo, inoltre, si potrebbe ottenere una riduzione di reclami, e altre inefficienze, nei processi di vendita e supporto da parte dei clienti “non in target”.

Questi ultimi, difatti, possono minacciare la propria azienda per i seguenti motivi:

  • è disposto a riconoscere un valore monetario minore, o di bassa qualità, dai prodotti/servizi venduti;
  • genera più lamentele rispetto ai “clienti target”, che si traducono in maggiori costi.

Tra l’altro, il cliente scontento potrebbe fare un passaparola negativo dei prodotti che ha acquistato, intaccando la reputazione aziendale.

Cliente in Target: come individuarlo

Individuare il cliente in target, è una manovra che consiste nell’analizzare le azioni che compie dopo l’acquisto del prodotto finale.

Attraverso un intervento di coaching aziendale sarà possibile individuare la propria nicchia di mercato e, dunque, il corretto target di clientela per far decollare così il proprio fatturato.

In generale, si dovranno seguire alcuni step quali:

  • identificare il cliente primario – non tutti i clienti parlano bene della propria azienda. Il cliente che parla bene in base a quello che si sta proponendo, ed è sempre fedele all’azienda, è il cliente target di riferimento che andrà inserito lista dei clienti di fiducia;
  • imparare a conoscere il target clients – una volta che si è riusciti ad indentificare il potenziale cliente, bisognerà iniziare a studiare i suoi movimenti e a quali prodotti è interessato ad acquistare regolarmente;
  • iniziare a studiare la concorrenza – bisogna essere consapevoli di non essere gli unici sul mercato ad offrire lo stesso prodotto. Studiare la concorrenza, potrebbe aiutare ad utilizzare strategie diverse per potersi differenziare da questi ultimi, e individuare quel buco che ancora non esiste all’interno della nicchia. Cercare di capire come comunicano i propri concorrenti, su cosa stanno puntando e quali strategie stanno utilizzando per aumentare la loro redditività.

Oltre ai suggerimenti citati sopra, bisogna imparare soprattutto a identificare i veri decisori interessati al proprio prodotto (o servizio), grazie alla strategia basata sulla vendita.

Le fasi principali della strategia di vendita

Saper pianificare anticipatamente una strategia di vendita, significa saper riconoscere i prodotti che il cliente è disposto ad acquistare e, quindi, ottenere più guadagni e clienti in target per il proprio settore.

Tra i principali punti per pianificare una strategia di vendita vi sono:

  • non disperdere le energie su troppi clienti, ma agire selettivamente;
  • operare sui segmenti di mercato, in modo da poter identificare meglio i target a cui rivolgersi. Si tratta nell’identificare i bisogni di acquisto del cliente;
  • concentrarsi sulla clientela dotata di potere d’acquisto. Questo punto è fondamentale, e vi aiuterà a identificare il cliente potenziale disposto a fare acquisti dei propri prodotti e a seguire l’azienda;
  • evitare di perdere tempo con soggetti poco attinenti a ciò che si sta proponendo onde evitare di perdere tempo prezioso;
  • agire singolarmente nella valorizzazione del cliente, in modo da aumentare la fiducia tra sé stessi e il cliente, nonché scoprire ciò che desidera veramente. Eseguendo un approccio amichevole con un singolo cliente, vi aiuterà a determinare meglio quale prodotto potrebbe acquistare in futuro, in modo che si possa agire di conseguenza.
DiSilvia

Come creare un e-commerce partendo da zero

Vendere online tramite e-commerce, a causa della pandemia di Covid-19, non è più solo un’opzione per molti esercenti, ma spesso è in tutto e per tutto una necessità. Ovverosia un canale alternativo per spingere in alto i ricavi che sono depressi, per quel che riguarda la vendita nel negozio fisico, dalle restrizioni e dai lockdown proprio a causa del coronavirus.

Per un commerciante la migrazione dalla vendita fisica a quella online, inoltre, non è mai un’operazione semplice. E questo perché sul web ci sono già alcuni colossi dell’e-commerce che dominano il mercato delle vendite online. Con la conseguenza che per creare un e-commerce partendo da zero bisogna valutare tanti aspetti che possono poi rivelarsi decisivi per fare di un negozio online un portale che sia davvero di successo.

I consigli di base per la creazione da zero di un sito per il commercio elettronico

Considerando l’aspra concorrenza online, un e-commerce per emergere al giorno d’oggi deve essere in grado non solo di proporre dei beni e dei servizi ad un prezzo allettante per l’utente, ma anche dei prodotti che siano in grado di distinguersi e, quindi, di attirare i potenziali consumatori. Da questo punto di vista se si riesce a creare un e-commerce partendo da zero e proponendo prodotti di nicchia, e possibilmente introvabili nei negozi, allora le probabilità di mettere in piedi un negozio online di successo non potranno che aumentare.

Avere le idee chiare su cosa vendere online, pur tuttavia, è solo il primo passo nella creazione di un e-commerce di successo dato che occorre fare molta attenzione pure ad alcuni aspetti di base che spaziano dalla scelta del nome a dominio alla piattaforma di e-commerce, e passando per la scelta del modello di vendita con o senza magazzino.

Quanto può costare un e-commerce, dalla piattaforma alla gestione del magazzino

Nel creare un e-commerce da zero, infatti, la variabile costo è quella che fa la differenza. La spesa iniziale da sostenere, a meno che non si abbiano spiccate capacità informatiche e di programmazione, è quella di pagare un esperto per la creazione della piattaforma di vendita online. Dopodiché il costo di un e-commerce potrà variare anche in base al modello di vendita con o senza magazzino, ovverosia in dropshipping. La piattaforma di e-commerce da ideare e da progettare, inoltre, può essere proprietaria oppure da creare facendo leva sui principali CMS open source disponibili come Magento o come PrestaShop.

Nel dettaglio, con l’e-commerce con magazzino il venditore ha la piena autonomia su tutta la filiera della vendita online. E quindi può liberamente fissare e variare i prezzi a proprio piacimento ed in qualsiasi momento, ma deve anche pianificare delle strategie efficienti di gestione e di evasione degli ordini. Altrimenti i potenziali clienti, se non pienamente soddisfatti, compreranno online solo una volta e mai più.

La vendita in dropshipping, invece, risolve ogni problema ed ogni costo di gestione del magazzino, ma nella stragrande maggioranza dei casi i margini di guadagno ottenibili sono decisamente più bassi. Così come in genere i margini di manovra sul prezzo della merce in vendita sono decisamente più ristretti.

Tutti i vantaggi della vendita online con il dropshipping

Proprio per abbattere i costi di avviamento, il modello di vendita online con il dropshipping è sempre da preferire quando con l’e-commerce si parte da zero. In questo modo, infatti, per vendere sul web non ci saranno mai problemi, rischi, inefficienze o perdite legate allo stoccaggio della merce ed alla gestione di resi e di merce invenduta. E lo stesso dicasi per zero preoccupazioni in merito alla conservazione dei prodotti ed alle norme di sicurezza che, invece, vanno rispettate ai sensi di legge quando si vende sul web tramite magazzino fisico.

DiSilvia

Colombe artigianali di alta pasticceria: prezzi medi

Come ogni anno, quando si avvicinano le feste pasquali, comincia la corsa ad accaparrarsi la migliore colomba in circolazione. I più pigri si limitano a recarsi al supermercato, scegliendone una tra le tante sui banchi ghiotti e ripieni dei supermercati, senza soffermarsi troppo sulle indicazioni nutrizionali o sul prezzo. I più attenti, invece, vanno alla ricerca delle migliori colombe artigianali perché hanno ben capito che la differenza di sapore e di gusto è decisamente ineguagliabile. Se stai alzando il sopracciglio e provi scetticismo o ti senti contrariato, sappiamo già il perché. “Eh, chissà quanto mi viene a costare una colomba artigianale di alta pasticceria!”. Ebbene oggi vogliamo spezzare una lancia a favore delle produzioni artigianali perché, contrariamente a quanto si crede, non sono beni di lusso proibitivi ma prodotti di grandissima qualità a prezzi più che abbordabili.

Da cosa dipende il prezzo di una colomba artigianale?

Il punto è che il prezzo di una colomba artigianale comprende la selezione rigorosa di materie prime fresche, la produzione secondo criteri artigianali basati sulla qualità e non sulla quantità e la maestria di un laboratorio che le controlla ad una ad una. A questo si aggiunge l’unicità del pezzo che ti porti a casa che non sarà mai uguale all’altro proprio perché ogni colomba artigianale viene lavorata con l’esperienza e la sicurezza delle mani del pasticcere. Non troverai conservanti, coloranti o aromi artificiali ma soltanto farina, zucchero, uova, granella e frutta. Niente di più! Aggiungici anche una lievitazione naturale e lenta di almeno trentasei ore e l’impiego di lievito madre interno, tutte caratteristiche che la rendono leggera, digeribile ed incredibilmente gustosa!

Non solo materie prime

A dire il vero il prezzo non dipende da un calcolo matematico rispetto al costo delle materie prime ma da una serie di fattori per i quali la colomba artigianale non può essere confrontata con una industriale. Se le hai assaggiate entrambe già intuisci la madornale differenza per cui è inevitabile che una colomba artigianale non possa costare cinque euro come quelle che trovi al supermercato.

Anche per questo limitarci al solo prezzo potrebbe essere un tantino riduttivo, dal momento che le più rinomate produzioni di colombe artigianali pasquale italiane sono apprezzate e richieste in tutto il mondo. Se all’estero hanno ben compreso questa qualità è chiaro che stiamo parlando di un prodotto nettamente superiore. Nonostante le campagne pubblicitarie massicce e aggressive la colomba pasquale artigianale resta un prodotto di grandissimo pregio che testimonia la grandezza Made In Italy sia nel nostro Paese che nel resto del mondo.

Sostieni le economie locali

Al tempo stesso optando per questa scelta sosterrai imprese locali che danno lavoro agli abitanti del posto e che si riforniscono verso altrettante piccole realtà della zona. Sceglierai un prodotto sostenibile, che non produce sprechi e che non inquina oltre a preservare la filiera produttiva corta dalla morsa sempre più stringente del mercato globale intensivo e industrializzato.

Per tutte queste ragioni andando a pagare un prezzo che si aggira dai venti ai quaranta euro al chilogrammo non starai sperperando senza ratio il tuo denaro ma starai compiendo una scelta sana, sicura e sostenibile. Ti porterai a casa un pezzo unico, magari impreziosito con Pistacchio di Bronte o con Cioccolato di Modica e assaggerai la vera colomba pasquale della tradizione ristorando il palato. Per quest’anno soprattutto inizia a compiere scelte più sagge cambiando piccole abitudini di acquisto, consumando meno ma facendolo meglio. La tua salute (e non solo) te ne sarà grata.

DiFA

Kettlebell: esercizi e benefici

Quando si parla di Kettlebell si fa riferimento ad una disciplina che si avvale dell’uso di uno strumento ginnico in grado di allenare e migliorare i muscoli, arrecando grossi benefici sull’apparato cardiovascolare e su quello neuromuscolare.
Si tratta quindi di un attrezzo che con il passare del tempo è riuscito a ritagliarsi un ruolo molto importante nel settore delle palestre e degli allenamenti.
Scopriamo insieme alcuni degli esercizi tipici di questa disciplina e i vari benefici di cui il tuo corpo e la tua mente potranno godere.Alcuni esercizi appartenenti alla categoria del Kettlebell

Essenzialmente, possiamo classificare gli esercizi della categoria Kettlebell in due categorie, ovvero gli esercizi balistiici e quelli di griglia.
Gli esercizi definiti balistici si basano sul principio dell’energia meccanica, che ha come fine quello di spostare oggetti di diverso calibro sfruttando il principio dell’energia meccanica e dell’oscillamento.
In questo modo si riesce a potenziare la forza muscolare grazie ad una sollecitazione generale di tutto l’apparato muscolare e dei vari tendini e articolazioni coinvolti attivamente e passivamente nell’intero processo.
Un esercizio appartenente a questa categoria è noto con il nome di “swing”, e consiste nel mantenimento delle gambe divaricate e dei piedi ancorati al terreno mentre si fa oscillare il Kettlebell in maniera continua.
Anche lo “snatch” rientra in questa categoria, poiché si tratta di un test che ha la funzione di valutare la funzionalità del proprio apparato cardiovascolare, in quanto si tratta di un allenamento intensivo dalla durata di pochi minuti volto a potenziare il cuore.
Anche i salti e i tiri sono considerati come esercizio di tipo balistico.
Nella seconda categoria invece, troviamo gli esercizi di griglia che hanno l’obiettivo di far assumere all’atleta una postura corretta incrementandone la muscolatura.
Un esempio valido in questa tipologia di esercizi è il “windmill”, dove il Kettlebell deve essere sollevato in maniera alternata da entrambe le braccia in modo da allenare bicipiti, tricipiti e spalle.
Fondamentale è cercare di introdurre in una seduta di allenamento anche gli squat, in quanto la loro presenza si rivela estremamente utile per far lavorare e rafforzare gambe e cosce.

I benefici derivanti dalla disciplina del Kettlebell

Praticare il Kettlebell fa bene al corpo e alla mente, in quanto sono davvero molti i benefici che si possono ottenere da un allenamento costante e regolare.
In primo luogo si ha la possibilità di incrementare la propria forza fisica, poiché si va a migliorare la resistenza e la reattività dei muscoli.
Anche concentrazione e coordinazione risulteranno maggiori poiché ogni passaggio deve essere valutato ed eseguito in maniera corretta e bisogna fare molta attenzione ad ogni tipo di movimento, che va controllato in ogni sua parte onde evitare l’insorgenza di spiacevoli imprevisti.
Ogni esercizio inoltre è molto libero, in quanto è possibile allenarsi in luoghi diversi senza doversi necessariamente rinchiudere in una palestra o in casa, evitando così ogni più piccola forma di monotonia.
Ogni parte del corpo verrà sollecitata da questi esercizi, poiché in ogni sessione vengono coinvolte tutte le articolazioni e i muscoli di una determinata area del corpo.
Ottimi benefici si avranno anche nel raggiungimento della flessibilità muscolare, attraverso la quale sarà possibile riprodurre ogni tipo di movimento.

Per non parlare della facilità con la quale il Kettlebell può essere trasportato: si tratta infatti di uno strumento poco ingombrante, che può essere utilizzato in vari contesti per potersi allenare facilmente ogni volta che lo si desidera, a prescindere dall’età, dal sesso e dalla preparazione fisica.
Infine non possiamo fare a meno di citare i benefici per il sistema cardiovascolare, in quanto, grazie a questo tipo di allenamento, migliorerà la circolazione sanguigna e il sangue risulterà più ricco di ossigeno.Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa fantastica disciplina che sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo, in quanto non solo permette di effettuare delle sessioni di allenamento efficaci e produttive, ma consente di divertirsi e unire l’utile al dilettevole.

DiFA

Umberto Miletto: cosa sapere su questo Personal Trainer

Sportivo per passione e ex ciclista professionista, laureato in Scienze Motorie con specializzazione in Scienze e Tecniche dell’Allenamento e dello Sport, Umberto Miletto è un personal trainer torinese, blogger e youtuber stimato e conosciuto. Con milioni di seguaci, offre consigli e formazione fitness per perdere peso, scolpire il fisico e migliorare la qualità della vita.

Umberto Miletto: corsi di formazione

Da più di vent’anni, il personal trainer Umberto Miletto mette a disposizione di tutti le proprie competenze in materia di nutrizione e fitness, acquisite in decenni di studio e approfondimenti, al fine di aiutare professionisti e appassionati a realizzare determinati obiettivi.I libri, i corsi di formazione video e dal vivo, spiegano in maniera semplice e diretta la corretta esecuzione degli esercizi normalmente svolti in palestra. Le sedute di allenamento dispensano, al tempo stesso, informazioni utili sul benessere fisico, il dimagrimento e il potenziamento mirato della muscolatura.

Punto di riferimento per tanti Bodybuilders, appassionati di Calisthenics e cultori della forma fisica, Umberto Miletto, specializzato nella preparazione atletica di alto livello, supporta l’attività di tanti aspiranti personal trainer, aiutandoli ad eccellere nella professione e ad ottenere grandi profitti, fornendo una preparazione completa, non solo teorica ma anche manageriale.

Umberto Miletto: i progetti

Tra i primi promotori dell’uso dei Kettlebells e del Calisthenics, Umberto Miletto è anche ideatore della Burningate, la prima società sportiva con l’obiettivo di incentivare e diffondere il Calisthenics attraverso corsi di formazione, anche dal vivo, ed eventi sportivi in tutta Italia. Fedele al proprio format, vanta oltre 250.000 iscritti sul canale Youtube, senza mai esulare dal mondo dell’allenamento.Da sempre sostenitore di uno sport pulito e senza il ricorso di sostanze dopanti, Umberto Miletto porta avanti un ulteriore progetto: lo studio di Personal Training. Unico in Italia, il centro di allenamento e preparazione atletica dà grandi soddisfazioni. Effettua la programmazione personalizzata ed avanzata del workout, con sovraccarichi per atleti di ogni disciplina sportiva.

L’attività del coach si estende anche al Functional Training, fornisce cioè una consulenza dettagliata riguardo alla composizione corporea e fisica dell’atleta a cui abbinare un programma di allenamento personalizzato e di alimentazione.

Umberto Miletto: collaborazioni

Il personal trainer Umberto Miletto fornisce la propria consulenza mediante un servizio One-to-One ad atleti professionisti, coach oppure a semplici cultori della forma fisica e del benessere.Collabora con diversi portali online specializzati in fitness e workout come SportMedicina.com, My-PersonalTrainer.it, FightorDie.it, BodyBuildingItalia.it e AbodyBuilding.com.

Dal 2005 scrive per la rivista leader nel settore di body building, Olympian’s News, dispensando consigli tecnici e dettagliati riguardanti la preparazione e l’integrazione atletica, la corretta nutrizione sportiva e l’allenamento della muscolatura. Di tanto in tanto, firma articoli per Donna Moderna, Millionire, Men’s Health e Capital.

Di recente, insieme ad altri soci, ha aperto Ironlink una piattaforma per offrire agli sportivi le migliori soluzioni per un corretto allenamento Calisthenics indoor, outdoor ma anche home gym.

Nel corso degli anni, la carriera di Umberto Miletto ha subito degli interessanti cambiamenti. Da personal trainer è diventato un imprenditore di successo, pur non negando periodi difficili durante l’intero percorso. Ogni giorno aiuta atleti e coach a migliorare le prestazioni, supportando l’attività attraverso consulenze dal vivo, Best Seller sull’allenamento oppure mediante i più noti canali social come Facebook, Instagram e naturalmente Youtube con video esplicativi caricati regolarmente. Sfruttando internet arriva a più persone simultaneamente, dando la possibilità di un’interazione completa e attiva.

Attività di Umberto Miletto: guide all’allenamento

Umberto Miletto fornisce guide per l’allenamento mirato sia per l’uomo che per la donna. Le schede personalizzate consentono di ottenere risultati fisici straordinari, per esibire un corpo tonico e ben scolpito. I programmi prevedono allenamenti per bodybuilder, con kettlesbell e calisthenics. Gli e-book sono scaricabili dal sito ufficiale, da cui poter visionare anche video gratuiti per un workout di 15 minuti, effettuare il download di materiale gratis, consultare il blog e interagire con la Community direttamente dal Forum dedicato.